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PFAS nelle Acque Potabili:
Rischi, Limiti D.Lgs. 18/2023, Analisi

18 min di lettura~3.500 paroleAggiornato: 10/06/2026

Attenzione: I limiti PFAS entrano in vigore il 12 gennaio 2026

Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto limiti stringenti per i PFAS nelle acque potabili. I gestori idrici e le aziende alimentari devono avviare il monitoraggio preventivo ora per garantire la conformità entro la scadenza.

Cosa Sono i PFAS?

Le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS — Per- and Polyfluoroalkyl Substances) sono una famiglia di oltre 4.700 composti chimici sintetici caratterizzati da legami carbonio-fluoro estremamente stabili. Questa stabilità chimica, che li rende resistenti al calore, all'acqua e ai grassi, è anche la causa del loro accumulo ambientale quasi indefinito: per questo sono chiamati "forever chemicals" (sostanze chimiche eterne).

I PFAS sono stati ampiamente utilizzati a partire dagli anni '50 in numerose applicazioni industriali e di consumo: rivestimenti antiaderenti (Teflon), imballaggi alimentari resistenti ai grassi, tessuti impermeabili e traspiranti (Gore-Tex), schiume antincendio AFFF utilizzate in aeroporti e basi militari, cosmetici, lucidi per pavimenti e molti altri prodotti. La loro ubiquità industriale ha portato a una contaminazione diffusa dell'ambiente — suoli, acque superficiali, acque sotterranee — in quasi tutto il mondo industrializzato.

La persistenza ambientale dei PFAS è straordinaria: i composti a catena lunga come PFOS e PFOA hanno emivita ambientale stimata in decenni o secoli. Non vengono biodegradati dai microrganismi del suolo né dall'irradiazione solare. Una volta entrati nella falda acquifera, rimangono praticamente inalterati per generazioni.

Gli effetti sulla salute umana associati all'esposizione cronica ai PFAS sono stati studiati estensivamente negli ultimi vent'anni. Le evidenze scientifiche — riviste dall'EFSA (2020), dall'IARC e dall'Agenzia EPA — mostrano associazioni con: aumento del colesterolo LDL, riduzione della risposta immune ai vaccini, alterazioni della funzione tiroidea, effetti sulla riproduzione e sviluppo fetale, aumento del rischio di tumore al rene e ai testicoli (PFOA classificato come possibile cancerogeno IARC Gruppo 2B, PFOS come possibile cancerogeno Gruppo 2B).

In Italia, le aree a più alta contaminazione PFAS sono documentate in Veneto (bacino dell'alto Vicentino, intorno a Trissino — contaminazione da PFOA della Miteni SpA), in Piemonte (Alessandria — PFOS da schiume antincendio) e in alcune zone industriali della Lombardia. Questi casi hanno spinto l'Unione Europea a introdurre limiti stringenti nella Direttiva 2020/2184, recepita in Italia con il D.Lgs. 18/2023.

I Parametri PFAS del D.Lgs. 18/2023

Il D.Lgs. 18/2023 introduce per la prima volta limiti vincolanti per i PFAS nelle acque destinate al consumo umano. I limiti sono differenziati per PFAS singoli ad alta tossicità e per la somma totale di 20 PFAS specifici.

Parametro PFASFormula chimicaLimite (μg/L)Entrata in vigore
PFOSC₈F₁₇SO₃H0,0001012/01/2026
PFOAC₇F₁₅COOH0,0001012/01/2026
PFNAC₈F₁₇COOH0,0001012/01/2026
PFHxSC₆F₁₃SO₃H0,0001012/01/2026
PFBSC₄F₉SO₃H0,1012/01/2026
PFHxAC₅F₁₁COOH0,1012/01/2026
PFBAC₃F₇COOH0,1012/01/2026
HFPO-DA (GenX)C₅HF₁₀O₃0,1012/01/2026
Somma 20 PFAS totali0,1012/01/2026

I limiti per PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS (0,00010 μg/L = 0,1 ng/L) sono 1.000 volte più stringenti degli altri PFAS perché questi composti sono i più tossici e persistenti. Richiedono analisi LC-MS/MS con strumentazione ad alta sensibilità.

Metodi di Analisi Accreditati per i PFAS

La determinazione dei PFAS nell'acqua richiede metodi analitici molto sensibili a causa dei limiti estremamente bassi (fino a 0,1 ng/L = 0,0000001 mg/L). I metodi di riferimento accettati dal D.Lgs. 18/2023 sono:

ISO 21675:2021

Principale

Metodo europeo standardizzato per l'analisi di PFAS nelle acque con cromatografia liquida accoppiata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS). Copre i principali PFAS a catena lunga e corta.

EPA Method 533

Alternativo

Metodo dell'Agenzia EPA americana per la determinazione di PFAS nelle acque potabili. Più ampio del 537.1, copre anche i PFAS a catena corta (PFBS, PFHxA, PFBA, GenX). Ampiamente riconosciuto a livello internazionale.

EPA Method 537.1

Complementare

Metodo EPA più datato, copre principalmente PFAS a catena lunga (PFOS, PFOA, PFNA, PFHxS). Ancora valido per questi specifici analiti in molti contesti regolatori.

LC-MS/MS ad alta risoluzione

Strumentazione

Strumentazione: cromatografo liquido (UPLC/HPLC) accoppiato a spettrometro di massa tandem (Triple Quadrupole). Permette identificazione e quantificazione simultanea di 20+ PFAS in un singolo run analitico con limiti di rivelabilità nell'ordine di 0,01-0,001 ng/L.

Le analisi PFAS devono essere effettuate da laboratori accreditati ISO/IEC 17025:2018 con accreditamento specifico per metodi PFAS in acque. PortaleHaccp è accreditato Accredia per le analisi PFAS secondo ISO 21675 ed EPA 533.

Chi Deve Analizzare i PFAS?

Gestori acquedotti pubblici

Obbligo diretto D.Lgs. 18/2023

I gestori di sistemi idrici devono includere i PFAS nel piano di monitoraggio a partire dal 12/01/2026. I risultati devono essere comunicati all'ASL e resi accessibili ai consumatori tramite il sito web del gestore. La frequenza è determinata dal volume di acqua distribuita e dal livello di rischio valutato nel PSA (Piano di Sicurezza dell'Acqua).

Aziende alimentari con acqua propria

Obbligo HACCP + D.Lgs. 18/2023

Le aziende alimentari che utilizzano acqua propria (pozzo, sorgente, autoclave) come ingrediente o per lavaggio di prodotti alimentari devono garantire la conformità dell'acqua a tutti i parametri del D.Lgs. 18/2023, inclusi i PFAS. Analisi semestrali raccomandate dalle LG ministeriali.

Imbottigliatori di acqua

D.Lgs. 176/2011 + D.Lgs. 18/2023

Gli imbottigliatori di acqua minerale sono soggetti al D.Lgs. 176/2011, ma l'art. 4 del D.Lgs. 18/2023 prevede che le acque destinate al consumo umano — incluse quelle imbottigliate — debbano rispettare i parametri PFAS entro il 2026.

Mappa delle Contaminazioni PFAS in Italia

Le aree a più alta contaminazione PFAS documentata in Italia sono concentrate nelle regioni industrialmente più sviluppate del Nord:

Veneto — Alto Vicentino

Storica

L'area intorno a Trissino (VI) ha subito una grave contaminazione da PFOA causata dagli scarichi della Miteni SpA (ex Rimar/Montefluos). Tra il 1965 e il 2018 gli scarichi hanno contaminato le falde acquifere di 21 Comuni delle province di Vicenza, Verona e Padova. Le analisi hanno rilevato PFOA fino a 500 ng/L nelle acque sotterranee. Il processo penale si è concluso nel 2023.

Piemonte — Alessandria

Attiva

Contaminazione da PFOS e altri PFAS legata all'utilizzo di schiume antincendio AFFF negli aeroporti e nelle basi militari della zona. Le analisi condotte da ARPA Piemonte hanno rilevato PFOS superiori ai limiti D.Lgs. 18/2023 in alcune aree della provincia di Alessandria.

Lombardia — Zone industriali

Monitorata

Contaminazioni localizzate in alcune aree industriali della Lombardia, in particolare in Brianza e nel Basso Milanese, dove la presenza di industrie tessili e di trattamento superfici ha portato a rilasci di PFAS nei corpi idrici superficiali e nelle falde. ARPA Lombardia conduce monitoraggio sistematico dal 2016.

Altre regioni

In corso

Le Agenzie regionali di protezione ambientale (ARPA) stanno estendendo il monitoraggio PFAS a tutto il territorio nazionale. Le aree vicino ad aeroporti, basi militari, industrie chimiche e impianti di trattamento acque reflue sono considerate a rischio e vengono monitorate con priorità.

Cosa Fare se i PFAS Superano i Limiti

1
Notifica immediata all'ASL e all'ARPA

In caso di superamento dei limiti PFAS, il gestore idrico o l'operatore del settore alimentare deve notificare immediatamente l'ASL competente e l'ARPA regionale. La notifica deve avvenire entro 24 ore dal ricevimento dei risultati dell'analisi.

2
Sospensione dell'uso per consumo umano

L'acqua che supera i limiti PFAS non può essere distribuita per consumo umano. Il gestore deve organizzare forniture alternative (acqua in bottiglia, allacciamento a rete alternativa) fino al ripristino della conformità.

3
Identificazione della fonte di contaminazione

In collaborazione con l'ARPA e l'ASL, deve essere condotta un'indagine per identificare la fonte della contaminazione PFAS. Campionamento a monte e a valle dell'impianto, analisi di suoli e sedimenti nelle aree adiacenti.

4
Trattamento dell'acqua o bonifica

Le tecnologie di trattamento più efficaci per la rimozione dei PFAS sono: filtrazione su carboni attivi granulari (GAC) con efficienza del 70-90%, osmosi inversa con efficienza del 90-99%, nanofiltrazione. Il trattamento deve essere monitorato e verificato con analisi periodiche.

Domande Frequenti

I PFAS nell'acqua fanno male anche a basse concentrazioni?

Sì. I PFAS si accumulano nell'organismo (bioaccumulazione) nel corso di anni o decenni. Anche concentrazioni molto basse (<0,1 μg/L), se assunte cronicamente, sono associate a effetti immunosoppressivi, alterazioni ormonali e aumento del rischio oncologico secondo l'IARC e l'EFSA.

Come faccio a sapere se la mia acqua contiene PFAS?

L'unico modo per sapere se l'acqua contiene PFAS è effettuare un'analisi di laboratorio con metodo accreditato (LC-MS/MS, ISO 21675 o EPA 533). I gestori degli acquedotti pubblici sono obbligati a pubblicare i dati di qualità dell'acqua, ma i PFAS saranno monitorati obbligatoriamente solo dal 12 gennaio 2026.

Quando entrano in vigore i limiti PFAS per l'acqua potabile in Italia?

I limiti PFAS del D.Lgs. 18/2023 entrano in vigore il 12 gennaio 2026. Prima di quella data, i gestori idrici devono avviare il piano di monitoraggio per verificare la conformità. Le aziende alimentari con acqua propria dovrebbero iniziare le analisi preventive sin da ora.

La filtrazione domestica rimuove i PFAS dall'acqua?

I filtri a carboni attivi granulari (GAC) riducono significativamente i PFAS ma non li eliminano completamente. I sistemi a osmosi inversa sono più efficaci (>90% di riduzione). Tuttavia, i filtri domestici non sono monitorati e certificati per i PFAS: per la sicurezza totale è necessario un impianto certificato.

Cosa succede se l'acqua supera i limiti PFAS del D.Lgs. 18/2023?

Il gestore idrico è obbligato a informare immediatamente l'ASL e i consumatori, a identificare la fonte di contaminazione, ad adottare misure di trattamento (filtrazione GAC, osmosi inversa) o ad attivare forniture alternative. L'acqua non può essere distribuita per consumo umano se supera i limiti.

Qual è la differenza tra PFOS/PFOA e altri PFAS?

PFOS (sulfonato di perfluorottano) e PFOA (acido perfluoroottanoico) sono i PFAS più studiati e tossici, con limiti di 0,00010 μg/L (100 volte più severi degli altri PFAS). PFOS è classificato come POPs (inquinante organico persistente) dalla Convenzione di Stoccolma. PFOA è classificato come cancerogeno probabile dal IARC.

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